PREMESSA:
ė trascorso un po' di tempo dall'ultimo post. Nuove esperienze e nuovi orizzonti da rimirare. Alcuni mi hanno illuminato le dimore dell'anima. Sono stata a Dumaguete, costa sud, circa 200 km da Pontevedra, in una casa-famiglia che ospita attualmente 13 bambine. Oltre ai membri della grande famiglia, che menziono nel post, ho conosciuto Carla, Teresa e Carlo, di passaggio, e che da qui mi piace ricordare come incontri che aprono alla gioia e lasciano in bocca il sapore dei sogni.
Alla Bata ng Calabnugan di Dumaguete, capoluogo di Negros Orientale, arrivo dopo un viaggio di sei ore percorrendo l’isola direzione perpendicolare sud, attraverso le montagne centrali, a bordo di un autobus Ceres in grado di percorrere lunghe distanze in tempi brevissimi. Nonostante la corsa forsennata, costeggiando burroni, a me è sembrata una gita lenta. Sebbene passegere, le mie sensazioni si sono susseguite “a passo d'uomo” mentre prendevo visione dei singoli fotogrammi di un paesaggio sconosciuto: dalle sconfinate distese di risaie della parte ovest dell’isola, alle foreste d’altura centrali fino all’oceano azzurro della costa a sud. Il vento fresco, una chimera in questa piovigginosa ed umidissima estate, accarezzava un suolo apparentemente immobile come le montagne che stavo attraversando. Calata nella cappa delle nuvole incombenti la testa è divenuta presto pesante rincorrendo con lo sguardo le fila di bananeti e golden coconuts. Non le intense striature di verde, non l'altitudine nè il dondolio roboante del bus erano tuttavia il problema, quanto la voglia di mollare su quell'autobus riflessioni e considerazioni dei mesi passati ed immergermi nella vitalità spensierata di una Casa piena di bambini, anzi bambine, tredici per l’esattezza.
“Welcome into the family” è la canzone di benvenuto a cui le bimbe dedicano il tempo sufficiente per riprendere poi gelosamente I loro giochi. Evito quindi di sporcare i loro piani e approfitto dell'offerta di Flora e Francesco di fare un giro intorno alla casa. Un ampio giardino/orto circonda la casa invasa di luce, un'area no limits per le bambine ospita gli alberi di cocco e mango, la coltivazione sparsa di ananas, il pollaio, un piccolo allevamento di pesci ormai ostruito da detriti e acqua sporca e un ex porcile. Washi, tifone che lo scorso dicembre ha causato la morte di oltre mille persone nell'isola di Mindanao, circa cento a Dumaguete - mi dice Francesco preoccupato – ha annegato I maiali, portato via un ponticello che collegava la casa con un piccolo bosco e riversato fango ovunque, evidenziando anche la pericolosità del fiume Okoy, a pochi metri dalla casa. A causa delle piogge il fiume ė salito circa cinque metri e il cedimento della montagna ha provocato la devastante onda d’acqua che a valle ha distrutto la città.
Il giorno successivo al mio arrivo ho la fortuna di partecipare al saggio che chiude l'anno di asilo di Janiah e Maris, Apple Jane, Divina e Luce. Mattinata che trascorre abbastanza serena nonostante le imprecazioni di Francesco, reduce da dispute con le suore paoline circa la richiesta di abbassare la retta della scuola per le nove piccole studentesse; ci sono infatti anche Janealle e la sorella Roslyn,entrambe bocciate e la prima anche espulsa, Rosalina e Charlie. La stanchezza delle piccole provate dal lungo programma incontra la pazienza di Flora che si prende cura di ciascuna con amorevolezza. Di quella mezza giornata resta, fra gli altri, il ricordo del pianto convulso di Janiah, vestita a recita, che si rifuta di ballare la canzone delle letterine sotto lo sguardo inadeguato delle maestre imbelletate a festa. Janiah ha catturato presto la mia attenzione. Fiera e selvaggia, frappone momenti di caparbia solitudine e indescrivibile dolcezza e socievolezza a attimi di follia ululante in cui tutto è possibile. Gioca e disegna quasi sempre da sola mentre le altre preparano canzoni e balli con le maestre, si impone anche alle più grandi quando è il momento di scegliere il posto sul pedicub, cerca prepotentemente le mie ginocchia al dopocena serale con il cartone animato e semmai qualcuna se ne fosse già impossesata, la fa delicatamente sloggiare. Janiah si muove, in casa e fuori, come fosse padrona del tempo e dello spazio. Durante una mattinata trascorsa al mare ha impiegato pochissimo tempo a lasciarsi cullare dalle onde in apnea e mentre eravamo in piscina non ha esitato a tuffarsi in acqua velocemente senza paura alcuna. Insieme a papà Francesco e mamma Flora abbiamo anche montato il filo sospeso a pochi centimetri da terra e Janiah dal filo è caduta e si è rialzata molteplici volte senza alcun aiuto.
Francesco sostiene tuttavia che I filippini non siano portati per la giocoleria. Secondo me è soltanto un po' stanco e sfiduciato. Così l'ho trovato, così l'ho lasciato. Vero è che I libri che legge poco l'aiutano, a mio modesto parere. Confesso di aver pensato di scrivergli, prima che tornasse dall'Italia, di portarmi uno o due libri, poichè I miei erano terminati e quelli chiesti a mia madre ancora non erano arrivati. Poi avevo desistito trovando la richiesta abbastanza arrogante: con una famiglia così grande a cui badare, che vuoi che gliene importi dei miei libri? Si cade in questo tipo di errori quando le cosiderazioni hanno un interlocutore muto! Infatti Francesco è un lettore accanito, pochi ne ho incontrati così. Mi confessa che sono stati duri I primi anni trascorsi nelle Filippine senza libri e senza internet, quindi ora prima di rientrare dal tour per l'Italia incontrando amici e sostenitori della Isla Ng Bata, fa incetta di materiale libraceo come topo da cantina. Il sapore delle pagine di cui si ciba è talvolta insipido, a giudicare dai titoli della libreria, ma meglio un'ingurgitazione gratuita che un’ inappetenza forzata - concordiamo. Le nostre conversazioni vertono principalmente sui libri, quelli letti da lui più che altro, e visto che riesce ad argomentare bene le ragioni di alcuni che “vale la pena” leggere raccolgo la sfida e me ne carico in camera una decina, scartandone alla fine la metà. Il tempo ė tiranno! Io faccio fatica a sfogliare certe pagine; un libro per me è come una sirena al cui richiamo non oso sottrarmi. Avverto una sorta di empatia ogniqualvolta leggo ciò che ho sentito di voler leggere. Stavolta ho fatto un’eccezione e poichė dice Il Mago: “Nella vita di ognuno giunge un momento che e’ come un fulcro. In quel momento bisogna accettare se stessi”, ecco quello era il momento in cui accentandomi, accettavo.
E’ andata bene. Il Mago di John Fowles ė rimasto a Dumaguete, io devo terminarlo e quindi tornerò ancora alla Bata Ng Calabnungan. Torno pure, in ordine sparso, perchė mi manca la passeggiata mattutina con Gliou Mae, Maris senzadenti che ripete “Guarda” come fosse un disco rotto, il forno comprato da poco e tutte le bontà culinarie che ne stanno venendo, fra cui I muffin e le torte di Flora, Charlie che si cimenta con l’italiano e Paula dalla cui bocca, prima che me ne andassi,ė uscito un miracoloso "non andare via"; e poi ci sono da vedere i cartoni animati di Mihazaki in compagnia di Janiha, i progressi della piccola Diane Rose, le follie di Jeanelle e gli insperati cambiamenti di Roslyn, come si stanno integrando le nuove quattro sorelline Las Pinas, scattare foto alla dolce fotomodella Apple e torno anche per la promessa sfilata a Luce e Divina di prepararmi un nuovo disegno.
Last but not least, costringerò Francesco a leggere alcune pagine che recitano così:
” vivo nella convinzione fondamentale di far parte di un senso di armonia, di bene, di razionalità, e per questo parlo di ottimismo, ma sono altresì convinto che tale armonia si compie solo in modo drammatico, cioė lottando e soffrendo all’interno di un processo da cui non ė assente il negativo e l’assurdo”. Ne verranno fuori delle belle, altro che sostituzione genetica alla Michel Houellebecq!
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Maris dorme |
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LA LIBRERIA!!! |
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Il Salone |
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La Divina |
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Ohhhhhhh |
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Luce dei miei occhi |
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Il filo e Charas lo zoppo |
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Maris senzadenti |
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Mellan |
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Janiah la perla rara |
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Jenie Rose |
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Paula la sirenetta |
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Jeanelle |
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Foto di gruppetto |
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Roslyn |
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Rosalina |
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Gliou Mae interdetta |
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Diane Rose e la torta del primo compleanno |
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Apple jane in pole position |
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Il sonno dei giusti |
Nell’isola di Negros, ho raccolto alcune testimonianze, molti muoiono investiti dagli autobus della compagnia privata Ceres i cui autisti hanno l’obbligo non scritto di “completare il lavoro” nel caso di incidente con feriti, pena il costo elevato dell’ assicurazione.
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