Ho pensato a questa poesia di Borges dopo aver ricevuto la mail di un'amica a cui avevo chiesto di organizzare l'ennesima cena/ritrovo solidale per raccogliere soldi da inviare nelle Filippine.
La risposta, onesta quanto disarmante, è da tempo la stessa: in questo momento non si possono chiedere soldi a chi non arriva a fine mese.
Li avrei utilizzati per comperare penne e quaderni per le donne della prigione che scrivono tutti i giorni ai loro figli, per pagare le medicine di una donna malata di tubercolosi, per le cure dentarie di Jovie, per l'università di Loreto, per le visite mediche di Jack Boy che a dicembre è rimasto sfigurato da olio bollente sulla faccia perchè ha tre anni ed è un bambino vivacissimo che non smette mai di correre e giocare. Se poi l'ammontare fosse stato milionario avrei anche pensato di finanziare la costruzione di alcune piccole case al posto di quelle di legno marcio in cui vivono molte famiglie e che non resistono ai tifoni e al caldo torrido delle Filippine. Ma la mia, ahimè, è finanza creativa che non ha bisogno di borse per l'accumulazione quantitativa.
“C'è crisi, c'è grossa crisi” ci faceva ridere Quelo-Guzzanti qualche anno fa. Risa amare ora che la crisi tocca i portafogli!
Socrate era convinto che il saggio fosse portato istintivamente a condurre una vita frugale. Egli non portava nemmeno le scarpe eppure non riusciva a sottrarsi al fascino del mercato e vi si recava spesso a guardare la merce in esposizione. Quando un amico gli domandò perché lo facesse, rispose: "Mi piace andarci per scoprire di quante cose posso benissimo fare a meno"[1].
Dunque la crisi non fa differenze (più o meno). Ma la fede sì! Ecco la Quaresima, tempo forte, fortissimo per i cristiani. Un ottimo momento per eliminare tutto ciò di cui possiamo fare a meno. È essenzialità, è sobrietà, è povertà, è austerità. E se diventassero scelte di vita?
E al di là della fede che professiamo, che abbiamo e non professiamo o che non abbiamo ,penso sia arrivato per tutti il tempo di sospendere la corsa all'oro, invertire il suo corso, ripensare e ripensarsi in un mondo malato di denaro e fatica per accaparrarselo, dove il 10% degli uomini vive e il resto sopravvive: e v'assicuro non è pura statistica, ho alcuni nomi (leggete sopra!). È il tempo di abbandonare una frenesia colma di indifferenza e traboccante di egoismo e ammettere che da soli non funzioniamo. Non funziona un sistema malato che non lascia spazio ai sentimenti profondi, alle passioni che scuotono e alimentano la ricerca, non funzionano più le risposte preconfezionate, non funzionano più i ruoli, pure assunzioni di potere, non funzionano più le professioni svuotate di vocazione, non funzionano più le anime perchè i corpi sono ormai macchine.
Non bisogna esser santi né poeti per ringraziare dei doni. E un dono non è semplicemente sinonimo di regalo.
Se avessi il drappo ricamato del cielo,
intessuto dell'oro e dell'argento e della luce,
i drappi dai colori chiari e scuri del giorno e della notte
dai mezzi colori dell'alba e del tramonto,
stenderei quei drappi sotto i tuoi piedi:
invece, essendo povero, ho soltanto i sogni;
e i miei sogni ho steso sotto i tuoi piedi;
cammina leggera, perché cammini sui miei sogni.
(William Butler Yeats, da "Il vento tra le canne", 1899)
intessuto dell'oro e dell'argento e della luce,
i drappi dai colori chiari e scuri del giorno e della notte
dai mezzi colori dell'alba e del tramonto,
stenderei quei drappi sotto i tuoi piedi:
invece, essendo povero, ho soltanto i sogni;
e i miei sogni ho steso sotto i tuoi piedi;
cammina leggera, perché cammini sui miei sogni.
(William Butler Yeats, da "Il vento tra le canne", 1899)
BUON CAMMINO LEGGERO A VOI TUTTI!
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