“Di tanto in tanto mi capitava di scendere dal letto,
al suono della campanella,
per osservare nel buio accendersi una dopo l’altra le minuscole finestre delle celle e poi spegnersi.
è il tempo dell’ESSERE,
il tempo che gira su se stesso con il passo di danza,
e non si cura del nostro che è il tempo dell’esistere.
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