mercoledì 11 gennaio 2012

Chi rompe ad inizio anno...?...e chi sorride?

Qualche giorno fa, per sbadataggine e frettolosità, ho fatto cadere l'hard disk portatile. Dopo aver  emesso l'ultimo bit, è spirato in pace (PATAI, in illongo)[1]. C'erano anni di vita là dentro, foto, canzoni, scritti...
La prima reazione è stato di sconforto, totale, a cui è seguita una desolazione profonda.

In breve mi sono ritrovata in macchina a guidare, circondata da paesaggi intensamenti colorati, mentre i miei due passeggeri cantavano canzoni stonate in allegria. Era difficile in quel momento  prendere parte IN quell'allegria, la mia mente stava ancora ripercorrendo a rallenty il momento del tragico avvenimento. Durante quella mezz'ora di guida, continuavo a domandarmi tuttavia DI quell'allegria, perchè io non ero così allegra e loro sì? perchè io non sorridevo e gli altri sì, cosa mancava a me, proprio in quel momento, che loro invece avessero?

Dispiacere a parte, ho realizzato con lentezza ma fermamente in questi giorni, di non aver perso nulla di così grande che non possa essere in qualche modo recuperato (o anche no!): ho perso  tutte le cose (e non le emozioni, i sentimenti provati, le persone incontrate lungo il cammino), che avevo accumulato e depositato per essere sfogliate forse mai. E le avevo accumulate, pensate un po'!, in un fragilissimo e ormai obsoleto apparecchietto elettronico[2].

Il guadagno della rottura invece è stato fondamentale e inestimabile (talvolta le rotture nette servono e tanto): ho ri-guadagnato il presente. Sono tornata a qui ed ora, ai sensi molteplici di questo viaggio, al coraggio delle scelte, al valore della perseveranza se fondata su una inappagabile e genuina ricerca,  all'importanza di affrontare le difficoltà con umiltà dal momento che la sofferenza è talvolta un mistero che non va capito ma accettato.
E, last but non least, sono oramai certa che il tempo ha valore solo se condiviso (CUMPARTIR in spagnolo, che rende meglio il concetto delle cose che non vanno accumulate ma divise, spartite, partecipate!) e dal momento che “il presente è l'unico tempo che ci è dato di vivere”, questo è quanto mi accade[3].

Avevi ragione caro amico Giovanni “Non è il luogo che fa la persona, ma la persona che fa il luogo”... solo in parte!:

Per giungere a ciò che non sai,
devi passare per dove non sai.
Per giungere al possesso di ciò che non hai,
devi passare per dove ora niente hai.
Per giungere a ciò che non sei,
devi passare per dove ora non sei.
                                    Giovanni della Croce

Nota: Il 2012 mi ha già vista sorridere per il nuovo/a nipote che arriverà, per il mio amico Matteo che  vestirà finalmente la sua tuta rossa (di pompiere che getta acqua sul fuoco e non viceversa!), per Erjona che ha riniziato a volare, per mio fratello Giovanni che dimagrisce per amore (?), per Gabriele, amico perso di vista e ritrovato sempre più bello nella nuova avventura insieme a Cristiano e per molti altri di cui non so molto, ma per cui spero il nuovo anno sia iniziato con un sorriso...







[1]          Il computer è sul letto di morte già da mesi e mi permette di buttare giù pensieri a metà, proprio così è il mio schermo! 
[2]          “L'inutile indebolisce il necessario”, recita la maglia, regalo di una cara amica.
[3]    Madre, provvederò ad inviarti quanto prima quel poco che ho salvato!

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