mercoledì 9 novembre 2011



Rapimento d’Infinito

Meraviglie d'Altri Mondi

Ricevono lo sguardo attonito che valica l’ Orizzonte

Si è perso in un tempo incantato

Raccolta di ore sospese tra passato e futuro

























martedì 1 novembre 2011

Morto che parla!


Una delle tante bellezze del Vangelo è che ogni volta che lo leggi gli occhi sembrano aver cambiato colore e forma; dico sembrano perchè essendo essi dei semplici obiettivi, a cambiare sono in verità la mente o il cuore (anima o spirito chiamatelo come volete), dipende da noi come e quando utilizzare l'una o l'altro. Le quattro operazioni matematiche che impariamo alle scuole elementari e che ci servono a tirare i conti nelle nostre vite programmate, divengono formule prive di senso, dal momento che il minimo comune denominatore, tanto per utilizzare ancora un termine matematico, quando si tratta di fede (e non di religione!), è solo una divisione infinitesimale a oltranza.

Premessa a parte, oggi la Chiesa celebra i Santi, quegli ex comuni mortali che si sono contraddistinti in grazia e timor di Dio, che qualcuno ha appiccicato come figurine Panini sul calendario in modo che si potessero celebrare (e bestemmiare!) con una cronologia nota solo agli addetti ai lavori, bestemmiatori esclusi!
Nelle Filippine però i santi e i morti sono celebrati insieme, d’altra parte nessuno mette in dubbio che i santi siano tutti morti! Ce ne saranno di vivi? Certamente, ma evitano il calendario!
 E i vivi? Quelli che camminano, a Pontevedra, se ne stanno a bivaccare nel cimitero cittadino, a lume di candela, parlando animatamente, passeggiando, incontrando amici, mangiando e ballando. Straordinario no? Meglio di così non si può spiegare la Resurrezione dei morti!
Bella lezione per me che oggi, in un angolo remoto della “mia” casa, sospinta dal vento ho inciampato in una Beatitudine che m'era altre volte sfuggita: “Beati i puri di cuore perchè vedranno Dio”. Riconsiderata questa alla luce dei mesi trascorsi, perplessi, spenti, stanchi e travagliati, e del tempo presente, non posso che meravigliarmi di un'ennesima rivelazione che m'è stata concessa e che sfocia più o meno in un aforisma “yoga” (la mia amica Desiree, non credenti e bestemmiatori se saranno soddisfatti!) che recita:



Quaggiù,
il cammino è breve
ed i tuoi piedi
devono fare
molti meno passi
di quanti
dovrà farne
la tua anima!



Nota: la seconda parte della Beatitudine per il momento faccio fatica a considerarla. Ammetto di essere cieca (e come negarlo ahimè!). D’altra parte se siamo fatti a sua immagine e somiglianza e ci mettiamo davanti ad uno specchio, Lui\Lei ci vede, siamo noi che non la\lo vediamo!
Ovviamente, avrete capito, sto leggendo “Cecità” di Saramago..È proprio vero che i libri scelgono noi e non il contrario...




giovedì 27 ottobre 2011

Non ancora e mai


Io non sono ancora il Cristo
io non sono ancora
e mai un uomo
 


io sono questa
infinita
possibilità.

da "il Sesto Angelo , David Maria Turoldo

Luca 13,22


Quasi non riesco a crederci. È vero che ci sono dei momenti in cui uno crede di non poter proprio andare avanti. Ma si va sempre avanti, anche questo s’impara col tempo – però il passaggio che abbiamo intorno appare improvvisamente mutato, il cielo diventa basso e nero, il nostro modo di sentire la vita subisce dei grandi mutamenti e il nostro cuore diventa completamente grigio e millenario”.
Chi scrive stava per essere deportata in un campo di concentramento, sarebbe morta dopo pochi giorni, eppure le sue parole sembrano descrivere lo stato (quo o d’animo come volete) di molti di noi...
Vite ammalate, nate nella ricchezza e morte nell’ insoddisfazione che si costringono a vivere in un campo di concentramento mai dismesso, dentro prigioni costituite di “cose” che godono d’un tempo limitato, mortificando il corpo, riducendolo cioè ad un insensibile involucro precario di un’anima soffocata e umiliata, aggiungendo "atomi di odio" al mondo e rendendolo affatto ospitale.
“M’ ha preso la tristezza al pensiero del lungo cammino. Non e’ vero, Monsieur, che questo e’ del tutto naturale anche quando si sa che alla fine di quel cammino c’e’ la felicità?” domandava Margherita al Diavolo.
Non ricordo la risposta del Diavolo ma sono convinta della legittimità della domanda e più in generale di ogni domanda che tenta d’approdare ad una risposta degna di quella piccolissima parte d’Inifinito che ci portiamo dentro. E se essa combaciasse con l’ Infinito che è fuori, che è la Creazione di, per e con l’essere umano stesso, sarebbe l’arcobaleno...quello che ieri è apparso a Pontevedra dopo un violentissimo tifone durato 5 minuti. Segno che si va sempre avanti passando per le "porte strette", mentre siamo in cammino verso Gerusalemme...