Si dice che le Filippine siano attraversate da 21 uragani nell'arco dell'anno. Il sedicesimo del 2011, il primo per me, si chiamava “Nesat”. Il suo nome certo non l'ho scoperto qui a Pontevedra, dove proprio nessuno si domanda come si chiama l'uragano di turno che si abbatterà implacabile con effetti devastanti. Sebbene l'isola di Negros ne risenta solo “marginalmente”, a differenza della capitale Manila e delle isole a Nord di Luzon, si fa fatica a dormire la notte.
Il vento urla con violenza tale da imporre silenzi oranti, la pioggia sembra rovesciarsi direttamente dall'Oceano, la terra a testa in giù. Il cielo scompare per lasciare spazio a lampi fragorosi che illuminano le stanze a giorno per pochi secondi. Gli Agenti atmosferici con-ducono interrogazioni perentori nella mia testa: intere famiglie non dormiranno stanotte sommerse dall'acqua...
A causa degli allagamenti le risaie perdono i loro frutti e se il riso manca l'unico cibo è il pesce ancora da pescare; molti non torneranno a riva.
Mancano ancora 4 tifoni prima della fine dell'anno, il prossimo è già qui..
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